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Ricordi d’infanzia

Mia nonna paterna, Teresa Olobardi, morì nel 1959. Santa donna, sempre pronta ad aiutare il prossimo, ha allevato i figli Pietro, Lorenzo, Carlo, Angiola, Cesare e Giuseppe (Padre PIO Cappuccino). I primi cinque quasi da sola essendo il marito Paradiso emigrato in America del Sud ,prima che nascesse mio padre Cesare, e rientrato nel 1920 infatti il figlio Giuseppe è nato nel 1921.

Donna timorata di Dio, esperta nell’assistere le donne che dovevano partorire; sempre pronta ad aiutare chi era più povero.  Ricordo (da bambino) quando fatti i piatti (già scarsi) per tutti i famigliari, ne prendeva uno vuoto, e attingendo un cucchiaio per ogni piatto, faceva una nuova porzione ed invitava uno dei più piccoli a portarlo a qualcuno più bisognoso e in maggiori ristrettezze.

Donna religiosissima, ricca di fede, frequentava assiduamente la chiesa e tutte le funzioni religiose. Il S.Rosario veniva recitato tutte le sere da tutti i componenti la famiglia ed anche i giovanotti, che la sera uscivano per andare in piazza o a” fare all’amore”, prima dovevano presenziare alla recita del Rosario altrimenti non si usciva. Inoltre all’inizio di ogni lavoro nei campi, al bosco, nelle selve, nei prati, prima di intraprendere il cammino per recarsi in Puntato o al Malagino o in altri posti non mancava mai di dire una preghiera e chiedere a Dio aiuto e protezione dai pericoli.

Quando doveva chiedere una grazia, un favore per se e per i famigliari, faceva tridui e novene a Dio alla Madonna o ai Santi e fra tanti Pater Ave e Gloria non mancavano mai Requiem per i morti. Rammento vagamente (avevo circa dieci anni) che, dovendo andare in seminario a Pisa, mi faceva dire una novena (non ricordo bene a chi… forse a S.Anna) e recitare questa “preghiera-invocazione-richiesta” per sapere se avrei ricevuto la grazia:

“…se l’avrò avere fammi vedere:

preti parati,

tavole apparecchiate,

rose sparpagliate.

S’un l’avrò avere fammi vedere:

una fiumara,

un foco ardente

e una spada tagliente che mi passi accanto e nun mi possa offende”

Chiedeva a Dio che manifestasse in sogno al bambino il suo volere, fede semplice ma intensa, totale nel suo Signore.

Requiem aeterna

Daniele Bazzichi

Pubblicato il 29 marzo 2011 sul sito web dei Colombani

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